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La politica nelle dentiere di stato

21/05/2003

Questa storia delle "dentiere di Stato" per gli ultrasessantacinquenni che già non abbiano una dentiera, che non superino un reddito annuo di seimila e rotti Euro (11 mila se coniugati), che non contino in bocca più di cinque denti e che, soprattutto, siano laziali — le altre Regioni, è proprio il caso di dirlo, "masticheranno" amaro (se possono) —, ha innescato una polemica politica che farebbe sorridere se non fosse che l’argomento è tremendamente serio e che, per l’appunto, riguarda quei concittadini che con cinque denti residuali, un appannaggio mensile di meno di un milione e magari residenti pure in una provincia estranea ai confini laziali, di ridere o anche di sorridere non ne hanno proprio nessuna voglia.

Ma tant’è, in campagna elettorale questo ed altro. E così il presidente Berlusconi rispolvera un vecchio progetto del ministro Sirchia e decide anche che sarà il Lazio, in via sperimentale, la prima regione italiana ad offrire gratis "Un sorriso per gli anziani", dunque una protesi gratuita, a pochi giorni dal voto per le amministrative. Naturalmente è venuta giù una cascata di battute irrefrenabili e di rutilanti risate, alle quali seguono indignate reazioni.

Ma come, si interroga ad esempio un tuttavia compunto Fassino, "prima tolgono il diritto alla dentiera dalle prestazioni del Servizio sanitario pubblico e poi lo reintroducono come mancia per pochi?"... E già fioccano — a cura dei soliti demo-statistici — i numeri, le percentuali, le dislocazioni geografiche e ortodontiche degli aventi diritto in tutta Italia: "E’ come la storia berlusconiana dell’aumento delle pensioni minime — ricorda Rosy Bindi —, che poi riguardò solo 1 milione e mezzo dei 7 milioni di pensionati indigenti". Insomma una "doppia beffa" — intigna l’ex ministro ulivista — sia quell’aumento per pochi intimi che questa "dentiera elettorale" a uso e consumo del voto provinciale romano.

Di "dentiera elettorale" parla anche Francesco Rutelli, che ironizza su quei poveri cinque denti grazie ai quali il governo offre in cambio un sorriso nuovo di zecca: "E quelli che magari ne hanno sei o sette in bocca? — provoca il leader della Margherita —, o se li tirano via da soli o devono correre a chiedere un condono...". "Abituato com’è alle sue comodità — è la secca replica di Francesco Storace —, Rutelli non può nemmeno immaginare che cosa voglia dire povertà e impossibilità di sorridere, soprattutto di masticare"...
Già: da oggi nel Lazio chi non ha il pane, avrà almeno i denti.


Fonte:Il Messaggero